La Chiesa Matrice di Ruffano, esempio di architettura barocca, incanta con la sua facciata imponente e gli interni decorati da affreschi e stucchi. Situata nel centro storico, è un importante centro di culto e patrimonio artistico del Salento.
La chiesa della Natività Beata Maria Vergine fu costruita tra il 1706 e il 1712. L’edificio è realizzato in carparo; la facciata principale, articolata su due ordini è scandita da cornicioni e lesene (con dei semi capitelli dorici in quella superiore e ionici in quella inferiore).
Al centro della facciata superiore vi è il grande finestrone centinato, ai lati due epigrafi attestano la dedicazione e l’anno di edificazione della chiesa: in quella di sinistra è l’iscrizione “HAEC EST DOMUS DOMINI”, mentre in quella di destra “FIRMITER AEDIFICATA 1706”.
La facciata inferiore è costituita da un alto portale realizzato con pietra calcare compatta dove al centro troviamo la statua della Madonna con Bambino, mentre ai lati, nelle due profonde nicchie, sono collocate le grandi statue raffiguranti San Pietro e San Paolo.
L’interno, a croce latina ad aula unica, ha la copertura con volte a spigoli “alla leccese” decorate a fasce cordonate, i bracci del transetto sporgenti e l’abside quadrato. L’aula è costituita da sei cappelle profonde ospitanti sei altari con decorazioni barocche realizzati tra il 1712 e il 1724. Nel braccio del transetto altri due altri altari barocchi, notevoli per le dimensioni, realizzati verso il 1716.
Nel 1725 fu edificata la Torre dell’orologio sulla porta secondaria che si affaccia in piazza del Popolo.
Tra il 1765 e il 1776, Saverio Lillo, pittore ruffanese, arricchisce le pareti della chiesa con i numerosi e grandi dipinti su tela raffiguranti episodi biblici e agiografici.
Negli ultimi restauri, nel 1996 e nel 2002, sono emerse: le fondamenta di vecchie case medievali abbattute per ingrandire l’attuale chiesa; le fosse di sepoltura; tracce dell’antica chiesa tardo-quattrocentesca; il cimitero bizantino. In queste aree semi-ipogee il visitatore può accedere mediante comode scalinate all'interno della chiesa, oppure da un ingresso appositamente creato all'esterno in un vicolo alle spalle della chiesa.
Foto di S. Tanisi
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